Guida al cioccolato

Tanto buono da essere paragonato al cibo degli dei, il cioccolato è sempre un piacere. Ecco perché gratifichiamo il palato con i cru, regaliamo ai bambini quello dolce e scegliamo l’amarissimo per restare in forma

Gli americani hanno coniato il termine chocoholic, ad indicare una vera e propria dipendenza dal cioccolato. Perché il suo piacere miete vittime di ogni età, sesso e cultura. Oltre a coinvolgere il palato, ha effetti sull’umore (che migliora), sulla psiche (subito più rilassata) e sul fisico (che si ricarica all’istante). Insomma, un dessert sempre di moda.

AL SOLE DEI TROPICI
Esistono 13mila varietà di cacao, ma le principali sono tre: il Criollo dell’America Centrale e dell’Asia, dai frutti pregiati; il Forastero d’Africa e Brasile, il più diffuso per la sua robustezza e resa; il Trinitario, coltivato soprattutto a Trinidad, oltre che in America Centrale e Asia. Si tratta di un ibrido degli altri due che garantisce perciò sia buona resa sia aromi pregiati.
Dalla varietà delle fave dipende la metà della qualità del cacao; il 10% dal territorio, il 20% dall’essiccazione sul campo e il 20% dalla tostatura.

LA SAPIENZA DELLA MISCELA
La maggior parte dei prodotti viene ottenuta attraverso il taglio di diverse cultivar, chiamato blend o cuvèe. Dopo la fermentazione, l’essicazione e la tostatura, le fave di cacao vengono macinate a elevate pressioni fino a ottenere la pasta di cacao, densa e con un grande contenuto di grasso.
Inserita in apposite presse, la pasta viene a sua volta separata in una parte più grassa (il burro di cacao) e una parte secca (il cacao in polvere). Pasta di cacao e burro di cacao sono i due ingredienti base che, opportunamente lavorati, danno vita al cioccolato che tutti conosciamo.
Per il cioccolato solido, dopo la macinatura, alla pasta di cacao si aggiunge zucchero e burro di cacao, aromatizzato con vaniglia o latte in polvere.
Poi si passa al concaggio, che è una lunga lavorazione della pasta di cacao, in contenitori riscaldati a 60-80°C, per rendere il cioccolato vellutato. A seguire si unisce un emulsionante come la lecitina di soia, quindi si procede al temperaggio: attraverso il passaggio a diverse temperature si prepara il cioccolato liquido a cristallizzare nel modo corretto. Per finire con il modellaggio nello stampo e il raffreddamento.

GRANDI CRU
I cru sono i tipi di cacao più pregiati, che spesso prendono il nome della piantagione di provenienza. Alcuni addirittura sono confezionati in tavolette numerate. Tra le origini: Giava (colore chiaro, gusto dolce, aroma di tabacco), Costa Rica (molto scuro e particolarmente aromatico), Ecuador (fresco, con aroma di fiori, miele e agrumi), Trinidad (corposo e profumato, aroma di castagne), Madagascar (aroma dolce, fruttato, di mandorla), Ghana (amaro e robusto), Sao Tomé (tostato, aroma di erbe e liquirizia), Santo Domingo (liquirizia, frutti di bosco, olive), Papuasia (delicato, con aroma di banane verdi), Valle Rio Apurimac (delicato, con note di fiori, caramello, crema di latte).

SULLO SCAFFALE

Fondente Si ottiene mescolando pasta di cacao, zucchero, burro di cacao, lecitina di soia e vaniglia. La percentuale di cacao va dal 43% (extra), al 50% (surfin), al 60% (extra-bitter) al 70% (amarissimo). A concentrazioni più elevate, il cioccolato diventa molto astringente ed è apprezzato soprattutto dagli estimatori.

Al latte Preferito dai bambini, è il più venduto al mondo: pasta di cacao, zucchero, latte o derivati. Deve contenere almeno il 25% di cacao e il 14% di latte e grassi complessivi per il 25%. Molto usato in pasticceria.

Bianco Molto dolce, non contiene cacao, ma solo burro di cacao (fra il 20 e il 45%), zucchero, latte o derivati (almeno il 14%). È frequentemente usato per decorare i dessert.

Di copertura Il più usato in pasticceria, deve contenere almeno il 35% di cacao di cui minimo 31% di burro di cacao. È brillante e malleabile, può essere fondente, al latte, bianco, mono-varietà. I prodotti più fluidi sono usati per le uova di Pasqua.

Gianduia Specialità piemontese dove nel cioccolato, al latte o fondente, vengono aggiunte nocciole del tipo Tonda gentile delle Langhe macinate, che coprono fra il 20 e il 40% del totale. È consentita l’aggiunta di mandorle e noci, mentre latte e derivati sono limitati al 5%. Più cremoso del pralinato, confezionato con mandorle.

Ripieno È un guscio di cioccolato fondente, al latte o bianco, farcito con una glassa di sostanze morbide e fluide. Lo strato di cioccolato deve rappresentare almeno il 25% del peso totale.

Cioccolatino/pralina Il primo è un pezzetto di cioccolato con o senza ripieno (crema, liquore, frutta secca o sciroppata). La seconda, per lo più artigianale, è una noce di ripieno (caramello, panna, nougat a base di albumi, zucchero, miele e frutta secca, pralinato, marzapane, gianduia, frutti rossi) ricoperta di cioccolato.

Cacao in polvere Deve contenere almeno il 20% di burro di cacao. La percentuale di burro di cacao sarà inferiore per quello definito magro. In versione solubile viene sottoposto a trattamenti con vapore acqueo e carbonati. Se è zuccherato contiene saccarosio.