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Come avvicinare i bambini alla lettura e coinvolgerli nella scoperta di storie, favole e racconti. Fin da neonati

Per sbaragliare la concorrenza di consolle, ipad e computer, non bisogna sbagliare l’approccio dei giovanissimi al libro e fare le mosse giuste per coinvolgerli, senza forzarli: è sempre fondamentale il consiglio di Gianni Rodari “Il verbo leggere non sopporta l’imperativo!”.

 

 Da 0 anni 

«Abituarli dai primi mesi di vita ad ascoltare filastrocche, parole ritmate, suoni, stimola la loro curiosità», spiega Rita Valentino Merletti, esperta di letteratura per l’infanzia e autrice, con Bruno Tognolini, di Leggimi Forte (Salani). La mamma dovrebbe trovare un momento della giornata per leggere una favola al figlio. In questo modo il bambino si sente coccolato e percepisce la disponibilità totale dell’adulto nei suoi confronti». Già a 6 mesi i bebé cominciano a manipolare e “assaggiare” i libri, che per questo devono essere resistenti, atossici, con pagine grosse, colori vivaci e oggetti familiari. Dai 12 mesi i bambini iniziano a interessarsi a figure che riguardano azioni familiari (mangiare, dormire, giocare) e piccoli animali, mentre a 15-18 mesi si possono introdurre brevi frasi, che il bambino ama imparare ad anticipare. Dai 2 anni inizia l’interazione autonoma tra bambino e libro e a 30 mesi si possono introdurre le fiabe tradizionali e le favole che aiutano a proiettare all’esterno paure ed emozioni.

 

Dopo i 3 anni

«Quando il bambino cresce, dai 3 anni in su», prosegue l’esperta, «lo si può accompagnare in libreria, sfogliare i volumi insieme e fare in modo che sia lui a scegliere. Dopo i 6 anni, con l’inizio della scuola, è il momento di fare spesso domande sui libri che il bambino sta leggendo e di parlare di quelli che state leggendo voi. A tavola, a colazione, mentre andate insieme a scuola, fate diventare il libro oggetto di discorso tutte le volte che potete». Caricati di una valenza emozionale, i libri diventeranno parte della famiglia, protagonisti della vita quotidiana.

 

Durante l’adolescenza

Spesso succede che intorno agli 11-12 anni i ragazzi smettano di leggere. Non disperate e non tormentateli con imposizioni o recriminazioni. Semplicemente, fatevi vedere spesso dai figli con un libro in mano e parlatene. A partire dai 13 anni (queste le condizioni del servizio) potete proporgli di iscriversi ad Anobii (www.anobii.it), dove potranno crearsi una biblioteca virtuale e scambiarsi suggerimenti, impressioni e recensioni con i coetanei.

Il decalogo dei pediatri

Il decalogo dei pediatri

Ecco i consigli del progetto Nati per leggere, promosso dall’Associazione Culturale Pediatri, l’Associazione Italiana Biblioteche e il Centro per la Salute del Bambino ONLUS.

1. Riservare alla lettura un momento tranquillo della giornata, ad esempio prima del sonnellino o della nanna: bastano pochi minuti al giorno.

2. Scegliere un luogo confortevole dove sedersi ed eliminare le altre fonti di distrazione (tv, pc, radio…).

3. Tenere il libro in modo che il bambino possa vedere bene le pagine.

4. Prima di iniziare a leggere, mostrare la copertina e parlare del contenuto del libro (“Questa è la storia del leone fifone…”).

5. Leggere con partecipazione, creando le voci dei personaggi e usando la mimica.

6. Indicare al bambino le figure; quando è più grande, farle indicare a lui e lasciargli girare le pagine.

7. Dopo i due anni, fargli delle domande durante la lettura (“Cosa pensi che succederà ora?”) e invitarlo a porne altre.

8. Dai 3 anni, si può chiedere al bambino di raccontare la storia dopo averla letta.

9. Lasciare scegliere i libri a lui, anche se chiede sempre gli stessi.

10. Portarlo spesso in biblioteca, dove troverà una vasta scelta di libri.

 


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