• Supermercati
  • Le nostre marche
  • Carta Club
  • Novità
  • Spesa e Consigli
  • Affiliazione
  • Contattaci

Turisti in erba

Aggiungi ai preferiti

  • Stampa

Scuole addio, cominciano le vacanze. Ma come organizzare i ragazzi quando i genitori sono ancora al lavoro? 

Ogni anno si ripropone lo stesso problema. Quando finiscono le scuole i ragazzi, ovviamente, sono contentissimi. I genitori un po’ meno. La domanda arriva puntuale: chi si occupa dei bambini? Come gestirli prima che si vada tutti insieme al mare o ai monti? Quando la questione non può essere risolta con l’aiuto dei nonni, bisogna trovare un’alternativa. In realtà, le proposte non mancano, in città e nelle località di villeggiatura: anzi, corsi e soggiorni estivi possono diventare un'occasione per stimolare l'autonomia dei ragazzi di elementari e medie alle loro prime esperienze fuori casa.

Ecco allora alcuni suggerimenti e indirizzi per scegliere meglio. Non senza aver sentito anche i nostri figli su ciò che amerebbero fare.

Città da giocare

Nelle città più grandi le iniziative sono, in genere, tantissime. Si può spaziare dalle ludoteche ai baby-parking, ai corsi sportivi che tengono impegnati i bambini per tutta la giornata con un orario identico a quello scolastico. Inoltre, moltissimi comuni organizzano le colonie estive urbane: funzionano con gli stessi orari della scuola, ma ovviamente con attività decisamente più ludiche: giochi con l’acqua e la sabbia per i più piccoli, sport, escursioni (anche fuori città) per i più grandicelli. Le informazioni su questo servizio sono disponibili nelle scuole, ma non mancano siti ad hoc che si possono consultare per trovare soluzioni alternative, come www.bambinopoli.it

 

Progetto vacanze 

Esistono molte iniziative dedicate ai bambini in località di villeggiatura o in campagna. 

Il Wwf (tel. 02 831331, www.wwfnature.it) organizza stage ecologicamente corretti e anche entusiasmanti su tutto il territorio nazionale dove, a seconda delle proposte, ci si può cimentare nella canoa, nell’equitazione, nell’arrampicata o in percorsi esplorativi in mountain bike. O ancora seguire le orme dei biologi marini o delle guardie ecologiche per imparare a proteggere la natura e la sua biodiversità. 

Si può poi optare per il classico kinderheim. L’Aki (Associazione Kinderheim Italiani, tel. 024982588 www.kinderheim.it) organizza soggiorni in località marine e sulle Dolomiti con programmi che includono attività ludiche in mezzo alla natura. 

Infine, per i preadolescenti una buona soluzione sono gli stage di volontariato ambientale, organizzati per esempio da Legambiente (tel. 06862681, www.legambiente.com). 

Le attività previste? Dipende dalla località, ma si spazia dal ripristino di aree boschive a interventi di valorizzazione ambientale. Gli alloggi? Spartanissimi: masserie, palestre, ex conventi, tenda. Si tratta insomma di un’ottima esperienza formativa, un buon sistema per impegnare i ragazzi e farli vivere non solo al di fuori della routine, ma anche in una dimensione priva di Tv, giochi elettronici e smartphone.

 

Il parere della psicologa

Spesso sono i genitori a spingere i figli ad andare in villeggiatura da soli, preoccupati dello "spreco" di tanto tempo libero. Ma non è detto che a 6-7 anni tutti siano pronti per un’esperienza del genere. «Non esiste in realtà una regola fissa», afferma Milena Agosti, psicologa e psicoterapeuta a Milano. «Comunque sia, la separazione da mamma e papà, che è uno dei compiti evolutivi più importanti del ragazzo, può risultare traumatica e va preparata. È importante che sia graduale, anche per una vacanza».
Per non forzare, è bene iniziare a piccole dosi: periodi brevi – una settimana al massimo – non troppo lontano da casa (per poterlo andare a recuperare facilmente in caso di crisi insuperabile), in piccoli gruppi. Meglio evitare invece, come prima volta, un soggiorno-studio all’estero di 3 settimane, un’avventura che può essere stimolante, ma anche molto critica. «Per valutare se è
il momento giusto, è fondamentale mettersi in ascolto dei figli e cercare di capire se c’è in loro la voglia di una vacanza da soli». Per agevolarli, specie se timidi, è utile trovare qualche amico o compagno di classe per condividerla e avere una “spalla” di sostegno nei momenti di difficoltà.

E se è la mamma (o il papà) a entrare in ansia al momento della partenza, nel timore che senza genitori il piccolo sia fuori controllo? È bene ricordare che nei vari campus, college o centri estivi i ragazzi sperimentano sì per la prima volta l’autonomia e si sentono liberi, ma non sono mai lasciati a se stessi: si trovano in realtà in situazioni “contenitive” dove la giornata è cadenzata, ci sono orari, regole da rispettare e, soprattutto, adulti di riferimento che li aiutano con discrezione a gestire la nuova libertà. Ai genitori non resta che assecondare questa organizzazione.


ENTRA IN

Tanti vantaggi per te!

Buoni sconto

Offerte su misura

Servizi esclusivi

Registrati

Non sei ancora registrato?

REGISTRATI ORA

La registrazione è completamente gratuita e ti dà diritto a numerose inziative e offerte riservate agli utenti registrati!