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Sulle tracce di...

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... un insetto, un uccellino o un animaletto selvatico:
basta una gita fuori porta (o anche in un grande parco cittadino) per diventare piccoli investigatori della natura

 

Un prato e un pomeriggio libero sono i semplici ingredienti per vivere con i figli l’avventura dell’osservazione dal vivo della natura. Per cominciare, gli insetti sono l’ideale: si trovano ovunque, sono di taglia piccola e forme curiose.

E sono facilmente avvicinabili.

 

Il barattolo

Un barattolo di vetro con il coperchio è quel che ci vuole per prelevare delicatamente gli insetti e osservarli da vicino senza disturbarli troppo. Ma attenzione, vanno liberati subito dopo! Se volete tenerli sotto osservazione un po’ di più (per esempio il tempo di un disegno sul taccuino), meglio chiudere il vasetto con un pezzo di garza, fissata con un elastico. I più coraggiosi possono anche toccare l’insetto e tenerlo sul palmo della mano,
facendo attenzione a non danneggiarlo. 

 

Occhi aperti

Insegnate ai ragazzi a guardarsi attorno e imparate a riconoscere i segni del passaggio degli insetti. Un esempio? Su alcune piante, si possono notare delle palline, simili a delle nocciole.
In realtà, si tratta di galle delle vespe: questi insetti a volte depongono le loro uova nelle querce; la pianta reagisce gonfiandosi (come noi dopo una puntura) e creando le galle. Che una volta si usavano per fare inchiostri e tinture.

 

Nel bosco

Se, passeggiando nel bosco, avete la fortuna di avvistare un animaletto selvatico (un riccio, un coniglio o una lepre, un capriolo…) e vorreste avvicinarvi per conoscerlo più da vicino, insegnate ai figli le regole di base: silenzio, passi cauti e tenersi sottovento. Ossia fare attenzione che il vento, anche se lievissimo, soffi contro di voi, portando via il vostro odore. Se al contrario fosse fiutato dagli animali, li farebbe fuggire.

 

 Orme
in scatola

Il regalo più bello dalla gita fuori porta? Un’orma da portarsi a casa. Bisogna organizzarsi e partire equipaggiati di una striscia di cartone rigido e del gesso liquido (si acquista nei negozi di bricolage). Quando trovate una bella orma impressa nitidamente nel terreno (può essere di lepre o cinghiale, ma anche di pecora, o cane, o semplicemente di un passero), recintatela con la striscia di cartone e poi versateci sopra pian piano il gesso liquido, ricoprendola con uno strato di circa 2 cm di spessore. In circa 20 minuti il gesso si indurisce: a questo punto, basta togliere il cartone e raccogliere il calco. A casa, aiutandovi con un manuale o cercando su internet, potrete individuare il nome del “proprietario” ed etichettare il calco, iniziando una bella collezione.

 

Occhio alla penna

In primavera, è facile trovare a terra delle piume o delle penne, dato che è il tempo della muta. La differenza tra piume e penne? Le prime sono morbide, e isolano il corpo dell’uccello dal freddo. Le seconde sono rigide e servono per spingere via l’aria durante il volo. I ragazzi potranno raccogliere le più belle e interessanti: a casa, i ragazzi le conserveranno su dei cartoncini bianchi o colorati, creando un vero taccuino da esploratore della natura, annotando luogo e data del ritrovamento e, aiutandosi con un manuale, magari anche il nome dell’uccello.

Per le vostre spedizioni, preparate uno zainetto con: 

• una guida naturalistica (vedi box…)

• un taccuino dai fogli bianchi, per annotare appunti o fare disegni
   degli animali avvistati

• matite o pennarelli colorati

• nastro adesivo per incollare piume o foglie

• una lente di ingrandimento


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