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Le fave in tavola, una risorsa preziosa

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Con l'arrivo della primavera negli orti ecco apparire i primi legumi tipici. La fava contribuisce ad un'alimentazione sana in quanto ha caratteristiche che donano benessere al nostro organismo. Non solo: grazie a proprieta antiossidanti, il suo consumo avrebbe effetti preventivi nei confronti di molte malattie.

Con l'arrivo della primavera negli orti ecco apparire i primi legumi tipici. La fava contribuisce ad un'alimentazione sana in quanto ha caratteristiche che donano benessere al nostro organismo. Non solo: grazie a proprieta antiossidanti, il suo consumo avrebbe effetti preventivi nei confronti di molte malattie.

Protagoniste dai tempi antichi
Le fave erano gia note nel 3000 a.C. e sono state largamente consumate per millenni nell'area mediterranea. Hanno acquisito un ruolo da protagonista nei tempi antichi come cibo dei poveri per eccellenza, considerato il loro basso costo e la semplice reperibilita. La pianta da cui hanno origine viene dall'Asia Minore e da secoli sono coltivate per l'alimentazione umana e come foraggio per gli animali.

Ottime proprieta nutrizionali
Le fave non dovrebbero mancare sulla tavola di chi vuole mantenersi in forma perche possiedono ottime proprieta nutrizionali come un elevato contenuto di carboidrati, vitamine (A, B, C, K, E, PP), sali minerali, ferro e fibre, presenti soprattutto nella loro buccia esterna. Tra i legumi sono le meno caloriche, ma attenzione: se per 100 grammi di fave fresche l'apporto energetico e di sole 37 calorie, per lo stesso peso di fave secche l'apporto sale a 342 calorie. Le fave secche, pero, sono - escludendo la soia - i legumi che forniscono in assoluto il maggior apporto di proteine e, in piu, mantengono attivo l'intestino.

Quelle secche, disponibili tutto l'anno
Dopo aver tolto la pellicola che le avvolge, le fave possono essere essiccate, dunque conservate per tempi piu lunghi rispetto a quelle fresche. Si mantengono in contenitori ben chiusi e posti in un luogo asciutto. Le fave secche, private del tegumento non richiedono tempi di ammollo preventivo, tipico di fagioli o lenticchie: vengono infatti tuffate nell'acqua bollente, oppure cucinate a vapore. Il risultato e una sorta di pure, ottimo accompagnamento per verdure dal retrogusto amarognolo come la cicoria. Con il rivestimento invece, richiedono circa 16-18 ore di ammollo prima della cottura per la quale bisogna calcolare 30 minuti in acqua bollente o 6-8 in pentola a pressione. Ampio e il loro utilizzo in cucina: con il caldo ecco i 'favi a sali minutu', lesse, scolate e condite con olio, aceto, peperoncino ed erbe aromatiche. In inverno si utilizzano per preparare il macco, tipico piatto siciliano, una sorta di crema che si ottiene lasciandole cuocere per alcune ore a fuoco lento.

Grossa o piccola, ma c'e anche la favetta
Tre le principali varieta di fave: la fava grossa, la fava piccola e la favetta, detta anche fava cavallina. La prima produce semi grandi ed appiattiti che vediamo nelle nostre cucine e sulle nostre tavole; la fava piccola viene impiegata per seminare gli erbai; in ultimo, la favetta, disponibile in scatola e adatta al surgelamento. Tra le migliori d'Italia ricordiamo le fave di Carpino in Puglia e di Leonforte in Sicilia.

Tra storia, credenze e usanze popolari
La fava e un legume "storico": alcuni resti sono stati scoperti in tombe egizie risalenti al 2400 a.C. Nell'antica Grecia tali legumi venivano impiegati nelle votazioni politiche; la fava bianca stava ad indicare il consenso positivo, mentre le nere quello negativo. I baccelli di fava contengono normalmente sei semi; secondo una tradizione del nostro Paese trovare un baccello contenente sette semi equivale ad andare incontro ad una gran fortuna. Non solo: coltivare la terra con le fave contribuirebbe a renderla piu fertile. Curiosita finale: ad Aquino, in Ciociaria, il 2 novembre si svolge una manifestazione dedicata alle fave, chiamata "Le fave dei Pelagalli".
Maggio e il mese delle fave fresche
Maggio e il mese migliore per consumare le fave fresche. All'acquisto, controllate che il baccello sia turgido, integro e di colore verde brillante. Per verificarne la freschezza piegatene uno: dovra spezzarsi ed emettere una goccia d'acqua. Si conservano in frigorifero, nello scomparto della frutta e verdura, per 2-3 giorni. Come mangiarle? Particolarmente amate a Roma e nel centro Italia, si consumano crude con pecorino o salame. Normalmente vengono lessate e condite con olio, limone e menta ed eventualmente un porro soffritto. Oppure cucinate in nutrienti minestre o sostanziosi contorni, per esempio stufate in un mix di cipolla e prosciutto, ridotte in pure e presentate come contorno. Un consiglio: se amate la cicoria (sbollentata e passata in padella) il sapore dolciastro delle fave attenua un po' quello amaro della cicoria stessa; questa accoppiata, abbinata a una fetta di pane con un filo d'olio extravergine, costituisce un piatto completo dal punto di vista nutrizionale. Cosi come le "fave con baccala", un pasto leggero e pieno di nutrienti per via dei grassi "buoni" del pesce.

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