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Galateo del vino

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Le cose da fare (o non fare) quando si organizza una cena

Quando si invita qualcuno a cena, spesso si pensa al menù, all’apparecchiatura della tavola, alla disposizione degli ospiti, magari alla playlist della musica di sottofondo. Il vino, invece, è vissuto come scelta secondaria, spesso perchè è l'elemento che crea più grattacapi. Cosa servire? Come abbinarlo? Come gestirlo a tavola? In aiuto, proponiamo 10 semplici regole che vi semplificheranno la vita

 

ORDINE DI SERVIZIO

Vanno serviti prima i bianchi o i rossi? E le bollicine? La regola tradizionale vuole questa successione: bollicine e bianchi vanno prima dei vini rossi, a cui seguono i vini dolci e passiti e gli spumanti se dolci. La successione deve seguire anche la gradazione alcolica e l’importanza del vino: prima vanno serviti i vini più giovani e con gradazione alcolica più bassa, poi quelli più invecchiati e a gradazione più alta. Questa regola vale anche se decidete di abbinare al menù tutti vini bianchi o rossi, di diverse cantine e/o tipologie. 

 

ARMONIA

Scegliete il vino da abbinare in base alla tipologia di cena che organizzate: pietanze importanti richiedono vini di un certo pregio, pietanze meno elaborate vini più semplici.  Lo stesso vale per gli ospiti che siederanno alla vostra tavola: offrire un vino particolare e pregiato a chi non se ne intende rischierebbe di vederlo non apprezzato o di mettere in imbarazzo i commensali. 

OSPITI CON dono

Se uno dei vostri ospiti porta una bottiglia, offritevi di condividerla subito, sempre che sia già alla temperatura di servizio corretta. 

 

APERITIVO

Se la vostra cena è un’occasione molto formale, la prassi vuole che in primis sia servito un aperitivo in salotto, finché non sono arrivati tutti gli invitati. Potrete servire una bollicina o un vino fermo secco, senza dimenticare qualcosa anche per gli astemi (un cocktail analcolico è perfetto) e i bambini (un succo di frutta) e l’acqua minerale. 

 

A OGNI VINO IL SUO BICCHIERE

Ogni vino richiede il calice adeguato. A tavola potete posizionare fino a quattro bicchieri, sempre trasparenti, in ordine di grandezza da sinistra a destra: solitamente l’ordine è bicchiere per l’acqua; tulipano ampio o balloon per grandi rossi invecchiati e le bollicine rosé; calice Montrachet per i bianchi maturi; calice da Syrah per i rosati fermi o i rossi giovani; calice da Riesling per i bianchi. Se l’antipasto viene servito con la stessa bollicina usata per l’aperitivo, la flûte va messa dietro l’ultimo calice. I bicchieri per il vino da dessert vengono solitamente portati in tavola preferibilmente dopo aver tolto gli altri.

 

COME SI SERVE a tavola

Dopo che ci si è accomodati a tavola, nessun vino va versato prima che sia stato servito il primo piatto. A quel punto il padrone di casa può iniziare a servire l’ospite di maggior riguardo seduto alla sua destra, quindi le signore, finendo con la padrona di casa. Seguono i signori, partendo dal più anziano. 

 

COME SI IMPUGNA LA BOTTIGLIA

Tenete la bottiglia dal basso e mai dal collo, fate in modo che l’etichetta del vino sia sempre ben visibile, che la bottiglia non tocchi mai il calice mentre state versando il liquido e, roteandola lievemente sul proprio asse nel rialzarla, che non goccioli. Tenere nell’altra mano un tovagliolo, rigorosamente bianco, può essere utile per asciugare la bottiglia evitando che qualche goccia possa cadere sulla tovaglia. 

 

QUANTO RIEMPIRE IL calice

Il calice va riempito per poco più di un terzo e le bollicine vanno versate lentamente, in due fasi, così che la spuma non tracimi. Gli ospiti, da parte loro, devono lasciare i calici sul tavolo e, se non gradiscono vino, dovrebbero comunicarvelo con un gesto discreto, mai mettendo la mano sul calice.

 

GESTIONE DELLE BOTTIGLIE

Dopo che avrete servito tutti i vostri ospiti una prima volta, lasciate le bottiglie al centro del tavolo o, se devono restare in temperatura, nel secchiello. Da quel momento ciascun cavaliere farà attenzione che i calici delle signore al proprio fianco non restino vuoti (ma sempre chiedendo prima il permesso).

 

Rosso di Montefalco DOC

Nome e Cognome Rosso di Montefalco Doc

Soprannome Montefalco Rosso

Residenza (Zona di produzione) 

È un vino tipico dell'Umbria, la produzione è consentita nell'intero territorio comunale di Montefalco e in parte dei comuni di Bevagna, Giano dell'Umbria, Gualdo Cattaneo e Castel Ritaldi, nella provincia di Perugia.

Età Può essere commercializzato solamente a seguito di un invecchiamento di almeno 18 mesi. Il Riserva, invece, deve essere invecchiato per minimo 30 mesi, di cui almeno 12 rigorosamente in botti di legno, di dimensione non specificata.

SEGNI PARTICOLARI Gli uvaggi da cui è composto il Rosso di Montefalco sono: Sangiovese (dal 60 al 70%), Sagrantino (dal 10 al 15%), altre uve indigene fino a un massimo del 30% (tipicamente Merlot, o altri vitigni a bacca rossa autorizzati per la provincia di Perugia).

Note degustative Il colore è rosso rubino, al naso esplodono profumi di fiori di campo, frutti rossi e un tocco di noce moscata.

Esperienza di gusto In bocca è armonico, di giusto corpo, non troppo aggressivo o “pesante”, fresco, morbido, dai sapori fruttati e balsamici.

Abbinamenti con il cibo Carni sia suine sia ovine in umido, carni rosse grigliate e brasate, selvaggina, formaggi Pecorini stagionati piccanti.

Temperatura di servizio
18°C.

Il bicchiere giusto Bicchiere 

da Syrah o, se invecchiato, balloon. 


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