• Supermercati
  • Le nostre marche
  • Carta Club
  • Novità
  • Spesa e Consigli
  • Affiliazione
  • Contattaci

La regina è la Fontina

Aggiungi ai preferiti

  • Stampa

Nella regione più alta d’Italia, il cibo nasce sui monti: dai profumati alpeggi viene il formaggio che arricchisce zuppe e polente e che a tavola incontra gli altri tre Dop: il Fromadzo, il lardo di Arnad, il prosciutto di Bosses

 

Storicamente isolata a causa della predominanza montuosa del suo territorio, la Valle d’Aosta ha sviluppato una cucina unica, basata quasi esclusivamente sugli ingredienti locali. Eppure straordinariamente varia e golosa: i suoi quattro ingredienti a denominazione d’origine protetta (la Fontina, il Valle d'Aosta Fromadzo, il Jambon de Bosses e il Vallée d'Aoste Lard d'Arnad) si sposano con tanti altri prodotti a km 0 e con quello che offre la terra, dalle verze alle castagne, per dar vita a ricette inconfondibili e indimenticabili. Che sono uno dei motivi per cui i turisti, una volta passati da questa regione, non vedono l’ora di tornarci.

Fontina, profumo di alpeggio

La Fontina viene prodotta esclusivamente in Valle d’Aosta, e i suoi veri “artefici” sono l’ambiente montano della regione e le bovine di razza autoctona: pezzata rossa, pezzata nera e castana, che si nutrono dell’erba dei pascoli alpini e dei fieni dei prati locali. La lavorazione, secondo quanto previsto dal Disciplinare di Produzione, mira a non alterare le caratteristiche del latte e a trasferire interamente alla Fontina i suoi aromi caratteristici. Caseificato entro poche ore dalla mungitura, due volte al giorno, il latte viene posto nella tradizionale caldaia, cagliato, spurgato e messo in forma nelle tipiche fascere. Le forme vengono quindi adagiate sotto la pressa e marchiate con il contrassegno del produttore e il numero progressivo della forma. Il periodo di maturazione medio è di tre mesi, durante i quali la forma viene periodicamente spazzolata e salata in superficie. La maggior parte delle grotte di stagionatura della Fontina è scavata nella roccia: qui la temperatura è compresa tra i 10 e i 12 gradi e l’umidità è superiore all'85%, condizioni ottimali per una lenta e graduale maturazione. Terminata la stagionatura, le Fontine vengono esaminate una ad una dal Consorzio di tutela della Dop e solo le forme che rispondono agli standard qualitativi fissati dal disciplinare di produzione vengono contrassegnate con il marchio Dop.

La Fontina Dop ha una crosta sottile di colore variabile dal giallo ocra al marrone scuro; la sua pasta è morbida ma consistente ed elastica, di colore paglierino più intenso nei formaggi prodotti in estate, per l’alimentazione fresca degli alpeggi. Il sapore, dolce, presenta notevoli variazioni a seconda del grado di maturazione e dei pascoli di provenienza, ma è comunque sempre delicato e mai piccante o amaro. Si gusta da sola, assieme a un bicchiere di vino rosso locale, leggero e delicato, oppure abbinata a confetture di zucca, radicchio, pomodori verdi o peperoni rossi piccanti, o in alternativa al miele millefiori o alla melata di abete.

Grazie alla consistenza della sua pasta, che fonde già a 60°, si presta a ricette tipiche come la fonduta valdostana, le zuppe (valpellinese, di Cogne) o la polenta concia, ma viene usata anche per condire la pasta (celebri gli “gnocchi alla bava”) o gratinata sulle verdure o sulle carni (cotoletta alla valdostana). 

 

Fromadzo, tante varietà

Il Valle d’Aosta Fromadzo Dop è un formaggio preparato con latte vaccino di due mungiture, al quale è possibile aggiungere piccole quantità di latte caprino. Le sue forme cilindriche, di colore paglierino con sfumature rossastre, racchiudono una pasta compatta, con occhiature sparse di piccole e medie dimensioni;
la stagionatura avviene in cantine o grotte dalla
forte umidità (60-70%), a una temperatura di 10/15°, per un tempo che varia dai 60 giorni ai 14 mesi. Formaggio semidolce quando è fresco, diventa più deciso, leggermente salato, talvolta con una punta di piccante, quando raggiunge una maggiore stagionatura. Il disciplinare ne consente la produzione in diverse tipologie: semigrasso, semigrasso con aggiunta di erbe aromatiche (ginepro, cumino selvatico ecc.), magro, misto vaccino-caprino.

Tipico formaggio da pasto, si gusta anche nelle minestre e nelle zuppe, oppure si accompagna a marmellate di frutti di bosco

Lardo d’Arnad, un pezzo di storia

Il Valleé d’Aoste Lard d’Arnad è un prodotto a denominazione di origine protetta (Dop) che si ottiene dalla lavorazione della schiena del maiale, adeguatamente sgrassata e successivamente squadrata, e dalla successiva maturazione nei “doils”, antichi recipienti in legno di castagno o di rovere. All’interno di questi particolari contenitori, agli strati di lardo sovrapposti fino a riempimento, si alterna una miscela composta da sale, acqua, spezie, aromi naturali ed erbe aromatiche di montagna: si tratta di un metodo di conservazione molto antico, tanto che nel primo inventario del castello di Arnad, risalente al 1763, si trova già indicazione della presenza di quattro doils nella cucina. Il lardo viene lasciato a stagionare per almeno tre mesi ed è durante questo periodo di riposo che assume il profumo e il gusto che lo rendono tanto apprezzato. Ha una consistenza compatta ma al tempo stesso morbida; al taglio ogni fetta è bianca, talvolta il cuore è leggermente rosato, con una possibile venatura di carne in superficie. Si scioglie in bocca, sprigionando un sapore gradevolmente dolce. Si gusta a fettine sottili con il caratteristico pane nero o sulla polenta. Il Lard d’Arnad Dop viene venduto a pezzi o affettato dal salumiere, oppure confezionato sotto vuoto nelle diverse pezzature, o ancora tagliato a piccoli cubi e conservato in contenitori di vetro. 

Jambon de Bosses, il prosciutto 

di montagna

Il Vallée d’Aoste Jambon de Bosses Dop è un prosciutto crudo speziato con erbe di montagna, prodotto a 1.600 metri di altitudine nell’omonima località di Saint-Rhémy-en-Bosses, nella Valle del Gran San Bernardo al confine con la Svizzera. I primi documenti che ne testimoniano la produzione, i  “Contes de l’Hospice du Grand-Saint-Bernard”, risalgono al 1397. Il particolare gusto del jambon, per la cui maturazione si deve attendere almeno un anno, è dovuto a molteplici fattori: l’abilità dei “maturatori” (tramandata di padre in figlio), il clima secco, la particolare esposizione e l’incrocio dei flussi d’aria che scendono dai colli Malatra, Citrin, Serena e Gran San Bernardo, che creano l’ambiente ideale per la sua lavorazione e stagionatura. Il ginepro, il timo e le erbe della valle gli regalano un profumo delicato e aromatico, mentre il fieno, che ne accompagna la stagionatura, gli dona una fragranza inconfondibile.

I panzerotti di Carnevale

Sono la tipica merenda che le mamme valdostane preparano ai bimbi nel periodo di Carnevale. I panzerotti alla marmellata si preparano così: schiacciare 200 g di patate bollite, unire 200 g di farina e 20 g di lievito di birra diluito con latte tiepido; amalgamare un uovo, 150 g di burro fuso, 60 g di zucchero, un pizzico di sale, quindi formare una palla  e farla riposare un'ora sotto un tovagliolo. Stendere l'impasto con il mattarello, ricavare dei cerchi e porre al centro mezzo cucchiaio di marmellata. Chiudere formando delle mezzelune e disporle un po' distanti tra loro su una teglia con carta da forno. Lasciare lievitare ancora mezz'ora, spennellare con tuorlo d'uovo poi cuocere a 180° finchè i panzerotti diventano belli dorati.


ENTRA IN

Tanti vantaggi per te!

Buoni sconto

Offerte su misura

Servizi esclusivi

Registrati

Non sei ancora registrato?

REGISTRATI ORA

La registrazione è completamente gratuita e ti dà diritto a numerose inziative e offerte riservate agli utenti registrati!