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Le magnolie grandi e profumate

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Impossibile non notarle: si impongono con la loro bellezza
e la loro fragranza, anche nei centri storici di tante città

Tra i grandi arbusti che con la loro fioritura segnalano l'arrivo della primavera, le magnolie emozionano anche i più distratti e meno appassionati di piante. Fiori grandi ed eleganti dalle linee pulite a coppa, a tulipano o a forma di stella e colori che vanno dal bianco puro al viola porpora, sbocciano sui rami nudi e risaltano anche nelle aiuole di molte città

Sono infatti alberi che fanno ormai parte dell'arredo urbano, spesso vetusti esemplari piantati nell’800, quando il genere magnolia era forse più in voga 

Fiori urbani

Tra le specie più conosciute e utilizzate c’è la Magnolia soulangeana (o magnolia giapponese), che deve il suo nome a Étienne Soulange-Bodin, ex cavaliere dell’armata napoleonica con la passione per la botanica, che nei primi anni dell'800 incrociò Magnolia denudata e Magnolia lilliflora creando uno degli arbusti più amati per la sua spettacolare fioritura precoce. A Milano la si può ammirare nella piccola aiuola posta sul retro del Duomo, dal lato di Palazzo Reale. Sempre nel capoluogo lombardo, Santa Maria delle Grazie, celebre luogo custode dell'affresco del Cenacolo di Leonardo da Vinci, ospita nel suo chiostro quattro splendidi esemplari di Magnolia stellata che nel mese di marzo offrono una magnifica visione con la fioritura di candidi petali leggermente profumati, a forma di stella. Tuttavia la varietà più diffusa nei giardini e nei parchi cittadini è senz'altro la Magnolia grandiflora, maestoso albero sempreverde proveniente dal Nord America che impiega circa 20 anni prima di fiorire con grandi e profumatissimi fiori bianchi che sbocciano in estate. Si può ammirare un magnifico esemplare di Magnolia grandiflora, piantato nel 1810, nel chiostro cosiddetto "della Magnolia" nella Basilica di Sant'Antonio da Padova, oppure è in bella mostra una centenaria pianta nella piazza principale di Azzano, l'antico borgo che s’affaccia sul Lario o ancora, passeggiando per via Margutta, la famosa strada dei pittori di Roma, si può apprezzare un'altro grande albero che riporta sul tronco un cartello con la dicitura "la magnolia di via Margutta". 

 

Come e dove farle crescere

Quando dall’America arrivarono in Europa i primi esemplari, furono coltivati in serra perché si pensava fossero piante molto delicate. Ma al chiuso le piante non producevano fiori: spostate in seguito all'esterno, si svilupparono facendosi apprezzare in tutta la loro bellezza. Vanno piantate in terreno leggermente acido, profondo e che possa mantenersi umido, vogliono il sole ma non amano la siccità né il grande caldo. Nel primo anno dopo l'impianto, vanno innaffiate regolarmente; in seguito, occorre diradare la somministrazione idrica, tranne nei periodi di siccità. È consigliato vangare saltuariamente il terreno a ridosso del tronco, per arieggiare il colletto che è la parte più debole della pianta.

 

Coltivarle in vaso

Se volete coltivare una magnolia in vaso, scegliete varietà a foglia caduca che sono in genere di dimensione più contenuta o sempreverdi, come la varietà nana Magnolia grandiflora "Little Gem". Il contenitore dovrà essere grande almeno 50 centimetri. Dopo aver posto sul fondo del materiale drenante, riempite con una miscela composta da terriccio, torba e stallatico. Collocate il vaso in luogo riparato evitando le correnti d'aria e le posizioni in pieno sole, concimate con un prodotto a base di solfato ammonico, contenente zolfo che acidifica il terreno.

 

Come si conservano recise

Se volete recidere un ramo fiorito di una magnolia per godere in casa della sua bellezza, sappiate che per farlo sopravvivere qualche giorno, prima di immergerlo nell'acqua per almeno 1/3 della sua lunghezza, dovete praticate un'incisione a croce, con un coltellino bene affilato o un paio di cesoie, sul taglio obliquo. L'operazione si effettua per tutti i fiori dal gambo legnoso, per aumentare la superficie di assorbimento dell'acqua. Per prolungare la durata dei fiori, aggiungete poi una compressa di aspirina o un cucchiaino di varechina per ogni litro d'acqua.

Frittelle di magnolia

Oltre che belle, le magnolie sono anche buone: potete preparare per esempio delle deliziose frittelle che imprigionano tutto il loro profumo.

Fate macerare i petali di fiori di magnolia, puliti e asciutti, con marsala secco oppure porto o grappa. Preparate quindi una pastella sbattendo 3 tuorli d’uovo con 100 grammi di zucchero.

Unite la scorza grattugiata di limone o d’arancia e lasciate riposare mezz’ora. Aggiungete 1/4 di litro di latte e 200 grammi di farina, mescolate bene e unite gli albumi montati a neve.

Immergete i petali, uno alla volta, nella pastella, e friggete. Servite le frittelle calde, cosparse di zucchero a velo.


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