Stira meno: Programma pensato per la
felicità di chi non ama trafficare con il ferro da stiro: il capo esce dalla
lavatrice quasi pronto per essere indossato. Quasi, però: un colpetto di ferro
è meglio darglielo.
All’estero è una presenza comune in molte
abitazioni. Da noi, no. Forse perché siamo il paese del sole, e i panni li
mettiamo ad asciugare stendendoli. Ma da un lato alcuni comuni stanno vietando
questa pittoresca pratica, dall'altro le dimensioni delle case tendono a
restringersi. E poi, un inverno in val Padana non è propriamente caldo, assolato
e privo di smog. Ecco quindi farsi strada tra gli elettrodomestici
l’asciugatrice, grande più o meno come una lavatrice ma governata da principi
di funzionamento molto diversi. Lo strumento, infatti, aspira l’aria
dall’esterno, la riscalda e la soffia verso i panni con un getto di calore
regolato in modo da ammorbidirli. Durante l’asciugature, la massa di tessuti
viene mossa delicatamente per eliminare ogni residuo di umidità.
Le asciugatrici presenti sul mercato sono
di due tipi: a condensazione e a pompa di calore. Le prime sono le più diffuse,
e funzionano condensando l’acqua del panno bagnato in vapore. Questo viene poi
espulso all'esterno tramite uno scarico che può essere lo stesso della
lavatrice. Costano meno di quelle a
pompa di calore, ma consumano più energia.
Nelle asciugatrici a pompa di calore il
riscaldamento dell’aria si ottiene grazie a un compressore simile a quello che
troviamo nei frigoriferi. Si forma in questo modo un residuo d'acqua, che viene
raccolto in un contenitore da svuotare periodicamente. Il consumo è minore
rispetto a quelle a condensazione, ma bisogna tenere comunque conto che nel
mercato le asciugatrici più diffuse sono di classe energetica B e C, con
consumi compresi tra i 3 e i 5 Kw/h; la classe A, con consumi inferiori a 3
Kw/h, è poco presente.
Come le lavatrici, anche le asciugatrici
sono ricche di programmi per tessuti specifici (jeans, neonati, sport, tende).
Il ciclo di asciugatura dura in media 90 minuti, ma si accorcia sensibilmente
per i capi che siano stati centrifugati in lavatrice ad almeno 800 giri. I
modelli sono tre: da terra, da incolonnare sopra la lavatrice, a parete. C’è
poi il lavasciuga, che altro non è se non una lavatrice con programma per
asciugare.
Addolcitori
Quando esce dai rubinetti di casa,
l’acqua è dura. Significa che è ricca di magnesio, calcio, ferro, e zolfo. Il
problema riguarda l’unione tra i primi due elementi, che dà luogo al calcare,
agente di sicura corrosione per serpentine e tubi metallici, e anche causa di
macchie e di rigidità dei vestiti appena usciti dal bucato.
Strumenti utili per far fronte al
problema sono gli addolcitori, speciali filtri che trattengono il magnesio e il
calcio riducendo la durezza dell’acqua. Sono costituiti da un cilindro che
contiene speciali resine, impregnate di ioni di sodio. Al passaggio dell’acqua, le resine effettuano
uno scambio: trattengono calcio e magnesio restituendo sodio, e addolcendo così
l’acqua. Quando la restituzione è completa, è il momento di rigenerarle, con un
procedimento che prevede di far scorrere una soluzione molto concentrata di
acqua e sale attraverso le resine. In questo modo gli ioni di sodio
sostituiscono quelli di calcio e magnesio, che vengono scaricati.
L’uso degli addolcitori comporta vantaggi
ad ampio spettro: si spende di meno in detersivi e ammorbidenti, in costi di manutenzione degli elettrodomestici e di
consumo di energia.
Buone abitudini
La sempre maggior diffusione di
elettrodomestici di classe A, A+ e A++
garantisce bassi consumi energetici. Si pensi che la prima di quelle classi
consente un risparmio di 247 Kw/h all’anno.
Ma ciò non mette da parte una serie di
buone abitudini di utilizzo, quanto mai valide per contenere la lievitazione delle bollette. Per
esempio, avviare lavatrici e lavastoviglie solo a pieno carico, regola di
economia domestica prima che ambientale.
Quindi, se il contratto di fornitura di
energia elettrica è a tariffa bioraria, far partire i lavaggi nelle ore
notturne è più economico che nelle diurne. A maggior ragione, se si ha una
lavatrice Super silent, progettata per lavorare con il minimo rumore.
Importante è anche l’opzione del ciclo
rapido, sempre più diffusa e consigliata per le stoviglie che non siano state
utilizzate per fritti o sughi particolarmente grassi, o per capi da non lavare
ad alte temperature (queste ultime sono opportune solo per il cotone bianco o
per gli indumenti dei neonati). È stato calcolato che se i due elettrodomestici
venissero impiegati a ciclo rapido due volte su tre e sempre a pieno carico, si
otterrebbe sulla bolletta un risparmio di 100 euro all’anno. Quanto al
detersivo, non superare le dosi consigliate dal costruttore: inquina e non
garantisce un risultato migliore.